di
Luca Benedetti -
pubblicato il 29 Dicembre 2025
Dalla Treccani: Il futuro anteriore (o futuro composto) è un tempo verbale dell’indicativo che esprime fatti proiettati nel futuro ma avvenuti prima di altri.
Il futuro anteriore… sarò stato, avrò fatto, saremo andati, avranno visto… esprime un’azione che ne precede un’altra, quindi colloca nel futuro un’azione già passata, conclusa; potremmo dire di avere il passato “dentro” il futuro… perché questo futuro anteriore è una sorta di lasciapassare grammaticale per viaggi nel tempo, una coniugazione con le gambe lunghe che riesce a saltare e scavalcare le linee della continuità ed arrivare dove vuole e far accadere ciò che serve per frasi come “quando leggerete queste righe, io le avrò già riscritte”.
Il futuro anteriore è l’Eta Beta dei tempi verbali! Sì proprio lui! Perché se prendiamo la sua versione originale del 1947 in Mickey Mouse and the man of tomorrow (testi di Bill Walsh e disegni di Floyd Gottfredson) Eega Beeva (in originale) notiamo che non è esattamente un personaggio proveniente dal futuro in senso stretto (come riformulato soprattutto nelle storie italiane).
Vediamo meglio la trama: Topolino e Pippo, dopo una gita fuori città sono sorpresi da una tempesta e si rifugiano in una misteriosa caverna da cui nessuno, si dice, sembra aver fatto mai ritorno. Nel giro di poco si smarriscono e finiscono sempre più in basso, nel buio profondo ed è qui che Topolino incontra Eta Beta. A dispetto del suo outfit preistorico (l’intramontabile gonnellino nero) Eta Beta mostra a Topolino il suo orologio con una data apparentemente in avanti di ben 500 anni – 3 Oct 2447! Walsh e Gottfredson, però, non inscenano alcun viaggio temporale, tant’è che Eta Beta aiuta Topolino ad uscire dalla caverna semplicemente indicandogli la strada… per poi andare poi tutti insieme a Topolinia. Eta Beta, dunque, almeno in questa prima versione, è un abitante di un mondo sotterraneo dove il tempo scorre più velocemente, anzi dove il presente è trascorso più velocemente – diventando futuro – ed in cui l’umanità si è (già) evoluta nello strambo modo di cui Eta Beta è fulgido rappresentante, capace sì di straordinarie invenzioni ma anche di stranezze “primitive” e poco logiche. Un presente che diventa futuro, che si avvera e che sembra anche un po’ un passato (preistorico).
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