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Max Granieri - pubblicato il 31 maggio 2009
Paure, sogni e speranze di una generazione sospesa tra la voglia di restare e il desiderio di migrare altrove. È stato questo il tema portante dell’incontro di Bomba Musica che si è svolto l’altro ieri a Cosenza e che ha visto la partecipazione di sei persone, con percorsi di vita differenti tra loro, ma con una grande passione in comune: la musica. Tra un bicchiere di birra e una sigaretta, tra una risata e una tartina, in poco più di due ore, un bar nel centro della città, si è trasformato in un club delle sette note. Ognuno dei partecipanti ha portato con sé un brano per condividerlo con gli altri.
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Maurizio Cotrona - pubblicato il 31 maggio 2009
Altissimo il livello del laboratorio O’connor di maggio. Abbiamo letto brani estratti Il Libro della Gloria (LLoyd Jones), Vetri (Questo è il giardino – Giulio Mozzi), Ghiaccio 9 (Kurt Vonnegut), L’avventura di un uomo vivo, (G. K. Chesterton) e Una risata nel buio (Vkadimir Nabokov).
Giovedì 4 giugno, ultimo appuntamento mensile prima della pausa estiva. L’appuntamento è in via San Saba 19 (Roma), dalle 19:00 alle 21:00.
Coloro che verranno dovranno scegliere una pagina di un testo che amano particolarmente o che li interroga o che non amano o che comunque li sollecita e portarne una decina di fotocopie. Durante l’incontro di laboratorio dovranno leggerlo a tutti i partecipanti e commentarlo in qualche punto (5/6 minuti) e poi lasciare spazio ai commenti degli altri.

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Redazione - pubblicato il 30 maggio 2009
Di ritorno da Poiesis, il bel Festival di Poesia della città di Fabriano, ecco un tesoretto di versi raccolto durante la presentazione di alcuni poeti italiani. Si tratta di autori meno noti al grande pubblico (rispetto ai “big” che hanno che hanno partecipato all’evento: Franco Loi, Milo De Angelis, Davide Rondoni, Massimo Cucchi, Adonis, ecc.) ma piuttosto interessanti.
I posti dove si cresce
non si vedono mai per davvero
ma sempre per finta,
come quando da piccoli si andava sotto il letto
con la pila accesa a cercare le ossa dei dinosauri.
Ci sono, però, questi fantasmi di alberi, voci, case, cielo
e le persone li portano come grandi cappelli sopra la testa.
(Annalisa Manstretta, nata nel Oltrepo pavese, ha vinto nel 2004 il Premio Montale Europa per la sezione inediti)
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Andrea Monda - pubblicato il 28 maggio 2009
Sabato ero in treno, luogo privilegiato per le mie letture, e avevo accanto mia moglie, grande lettrice, che stava leggendo un romanzo di Dostoevskij, “Povera gente”, dove ha trovato e mi ha segnalato questa perfetta definizione della letteratura e, poche pagine dopo, un’altra pagina magnifica che descrive con precisione l’esperienza della lettura.
Ecco qua le due pagine:
“E la letteratura. Varen’ka mia, è una gran bella cosa, una cosa magnifica: questo l’ho imparato da loro l’altro ieri. Una cosa profonda, fortifica il cuore umano, e insegna e… e tante altre cose come sta scritto in un libro che hanno lì, da loro. Un libro magnifico! La letteratura è, diciamo così, un quadro, cioè in un certo senso un quadro e uno specchio…” ( Povera gente, Garzanti, 1977, pag.52). [Continua »]

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Antonio Spadaro - pubblicato il 27 maggio 2009
BombaBibbia è un reading group centrato esclusivamente su testi tratti dalla Bibbia. E’ possibile scegliere testi (poetici, narrativi, sapienziali, storici,… qualunque) tratti dal testo biblico di qualunque tradizione (cattolica, protestante o ebraica), traduzione (purchè italiana) ed edizione, sia essa “religiosa” o “laica”. Si tiene presso la
Parrocchia di San Saba, via San Saba, 19 – Roma
Per maggiori informazioni vai a http://www.bombacarta.com/laboratori/bombabibbia/

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Paolo Pegoraro - pubblicato il 26 maggio 2009

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Elena Buia - pubblicato il 25 maggio 2009
Il 3 dicembre 1938, moriva, a soli ventisei anni, Antonia Pozzi, una delle voci femminili più intense della poesia italiana del Novecento. Il giorno precedente un contadino l’aveva trovata distesa in un prato nei pressi dell’abbazia di Chiaravalle, semiassiderata e priva di sensi per l’ingestione di barbiturici. A settant’anni dalla morte, la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza, in un agile saggio edito da Marietti e intitolato All’altra riva, ai prati del sole. L’immaginario di Dio in Antonia Pozzi, ripercorre i luoghi, i volti, gli amori, le sconfitte, le gioie che hanno popolato la vita della giovane.
Sebbene in vita Antonia Pozzi non abbia pubblicato neppure un verso (la sua prima raccolta uscì postuma nel ‘39), si assiste oggi a un interesse crescente sulla sua opera da parte di critici, accademici, editori e lettori. Fenomeno sottolineato, nell’introduzione al saggio, dal poeta Davide Rondoni: “In effetti, alcuni dei tratti di impotenza affettiva, di sofferta separatezza, e, in sintesi, di inverno dell’io, che ritroviamo nella poetessa, segnano oggi il volto di tanti, specie di giovani, insieme alla medesima confusa aspirazione a Dio”. Insomma, nell’esperienza di quella giovane donna tradotta nelle righe dei suoi diari, lettere e versi si agitano in modo serio e partecipato problemi e tensioni che ci abitano. “Antonia sta divenendo sempre più soggetto del paradigma culturale odierno”, precisa a sua volta l’A. Inquietudine, inappagamento e ricerca sono i punti di partenza emotivi e esistenziali esposti con sincerità assoluta e quasi disarmante nelle poesie di Antonia Pozzi: “la mia vita era come una cascata / inarcata nel vuoto”, recitano i versi di Vicenda d’acque. Ma [Continua »]

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Michela Carpi - pubblicato il 23 maggio 2009

Amatissimo in patria, tradotto e apprezzato in Europa, il talento creativo dello scrittore romeno Petru Cimpoesu arriva finalmente in Italia con Il Santo nell’Ascensore, romanzo di Angeli e Moldavi (Castelvecchi editore).
Non so quanto la notizia rallegrerà i Moldavi, ma immagino l’effetto sugli Angeli: ne saranno commossi e divertiti. Perché gli angeli, ho imparato, non si interessano certo ai nostri romanzi sulle speranze deluse o alle poesie risentite con il mondo, ma «liberi da occupazioni angeliche» preferiscono piuttosto guardare qualcosa come le nostre commediole del cinema muto, dove «l’inseguimento in circolo si trasforma in fuga davanti al fuggitivo» e «cento catastrofi sono cento divertenti capriole su cento abissi» (W. Szymborska, Commediole).
Mi piace pensare che questo romanzo, senza BombaCarta, avrebbe dovuto aspettare a lungo prima di arrivare in Italia.
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Paolo Pegoraro - pubblicato il 21 maggio 2009
Quarta intervista dall’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: Ma che cosa ci aspettiamo di trovare, in una rivista letteraria?
L’avventura di Stilos cominciò nel 1999 e terminò nel 2007. Otto anni in cui, tuttavia, il supplemento culturale de La Sicilia assistette a una crescita imprevedibile, fino a conquistarsi l’indipendenza dal giornale madre e ad essere distribuito nelle edicole di tutta la Penisola, prima quindicinalmente, poi addirittura ogni settimana. Il suo fondatore, Gianni Bonina – scrittore, saggista, giornalista – ci racconta il senso di quell’esperienza, nutrita e cresciuta grazie alla passione personale e di tanto “volontariato” culturale offerto gratuitamente dai suoi collaboratori.
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Paolo Pegoraro - pubblicato il 19 maggio 2009
Terza intervista sull’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?
«L’arte è un modo di esprimere cosa significa essere vivi […] La statistica ci considera ridicoli, la termodinamica ci nega. La vita, secondo qualunque metro razionale, è impossibile, e la nostra vita, questa, qui e ora, lo è infinitamente di più. L’arte ci permette di dire, di fronte a tutte queste impossibilità, quanto valga la pena celebrare il fatto che siamo in grado addirittura di dire qualcosa». È questo uno stralcio del manifesto di Satisfiction, nata come blog (ora sul portale MenStyle, che raggruppa Vanity Fair, Vogue, GQ, AD, Traveller), è la prima free press letteraria italiana (edita al momento da Mattioli 1885), protagonista di un appuntamento settimanale su Radio Capital, attiva sia su Myspace che su Facebook. Multimedialità, certo, ma senza strizzatine d’occhio: il cartaceo è un severo bianco e nero fittissimo di testi. Ma che testi. Inediti d’autore e recensioni “soddisfatti o rimborsati”. Ne parliamo con Gian Paolo Serino, suo ideatore e direttore. [Continua »]

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Paolo Pegoraro - pubblicato il 15 maggio 2009
Proseguono le interviste sull’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?
Giulio Mozzi si definisce «doganiere» – ma gli sfugge un più esplicito «Caronte» – perché traghetta nuovi autori nel mondo non proprio aperto dell’editoria. Mozzi, tra le altre cose, ha alle spalle l’esperienza del bollettino informatico Vibrisse, cominciato come una mail inviata ad alcuni amici, evolutasi poi in un blog (vibrisse.wordpress.com) da cui ha prenso il via la casa editrice in rete www.vibrisselibri.net.
Il motto di vibrisselibri è “La carta non è tutto (ma aiuta)”. E per quanto riguarda le riviste culturali? hanno ancora ragione d’essere su carta?
«Non solo hanno ragione di essere, ma sono fondamentali, perché la capacità d’influenza delle riviste in rete è ancora molto modesta e risente dell’essere confinata. Perché, mentre chi opera nella rete è molto attento alle pubblicazioni su carta, non si può ancora dire che avvenga il contrario. Per adesso fare cultura sulla rete consiste soprattutto in un lavoro di contorno, cioè di commento e di approfondimento alle notizie presentate per lo più attraverso cioè che è pubblicato. Il prodotto su carta è più forte, più convincente, più autorevole per il fatto stesso di essere stampato e quindi di sostenuto economicamente. [Continua »]

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Max Granieri - pubblicato il 15 maggio 2009
“La mia missione è comunicare, svegliare la gente. E’ dare la mia energia e accogliere la loro. Siamo tutti coinvolti e io parteciperò emotivamente, in quanto lavoratrice, madre, artista, essere umano, con una voce. Abbiamo tutti una voce, abbiamo la responsabilità di esercitarla, di usarla”. E’ il manifesto musicale e politico di Patti Smith, poetessa del punk rock newyorkese, affisso nel film Dream of Life di Steven Sebring, edito da Feltrinelli. Le sue liriche sono segnate da un primordiale istinto alla sopravvivenza morale e civile. Una mostra visitata a Liverpool qualche anno fa, dedicata alle influenze sociali del punk britannico nell’era di Margaret Thatcher (primo ministro inglese dal 1979 al 1990), fece traslalire di gioia. Pensai, allora: “Qualcosa di buono hanno combinato i punker…”. In realtà, fu Patti Smith a sdoganare il punk dal bluff dei Sex Pistols e dal snobismo dei primi Police, a vestirlo d’uno status intellettuale che lo avvicinasse al blues e al jazz. Merito dei suoi continui riferimenti letterali nei testi, quella poesia urlata in faccia ai potenti, voce di tutte le comunità ai margini, calpestate nei loro più elementari diritti. Lei incarna la protesta e la rabbia del punk, una voce sgraziata che grida nel deserto del mondo. [Continua »]

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Paolo Pegoraro - pubblicato il 13 maggio 2009
«Sembra una beffa del destino: proprio il numero dedicato alle riviste letterarie italiane è l’ultimo della nostra rivista. Sì, perché da oggi la pubblicazione di Letture viene sospesa». Così Antonio Rizzolo, direttore responsabile della testata, nell’editoriale del numero di maggio: l’ultimo, in tutti i sensi.
Riproporrò nei prossimi giorni alcune voci interpellate in questo numero per rispondere alla domanda: «Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?».
E comincerei proprio da Antonio Spadaro, in forza del legame “d’inchiostro” che lega i gesuiti a Letture.
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Antonio Spadaro - pubblicato il 10 maggio 2009
Dal carpe diem di oraziana memoria son trascorsi molti giorni eppure l’essere umano ha sempre avuto il bisogno di uno strumento particolare per «cogliere l’attimo» che fugge e fissarlo, cercando non solo di farne la fotografia, ma di interpretarlo, indagarlo, metterlo in questione. Da questa esigenza nascono i diari che trasformano il flusso della vita in scrittura e poco importa se essi siano destinata alla pubblicazione o meno. Nello scrivere si ha sempre davanti una sorta di «lettore implicito» che non abbandona facilmente la coscienza di chi scrive.
I diari possono registrare un’intera vita diventando autobiografie, oppure fasi di un vita. Possono però registrare anche solo un periodo breve ma denso della propria esistenza, essere una raccolta di minute, «minutari». E’ possibile includere in questa categoria i due libri che qui presento: La notte lunga di Francesco Grisi (Cosenza, Pellegrini, 2001) e Piccolo karma. Minutario di San Antonio in Texas di Carlo Coccioli, uscito in prima edizione nel 1987. Sono due libri molto differenti tra loro, come lo sono i loro autori, che di comune hanno apparentemente solo l’essere nati negli anni ‘20. Grisi è stato cattolico conservatore e, secondo alcuni, «integralista». Coccioli è uomo inquieto, che è passato dal cattolicesimo all’ebraismo, al buddismo, all’induismo per approdare a una visione di fatto sincretistica. Le Monde nel 1988 lo definì «errant spirituel». Proprio l’accostamento stridente tra le due figure, il primo morto del 1999 e il secondo nel 2003, aiuta a comprendere che entrambe i loro libri hanno un filo comune, nonostante le differenze: pongono un rapporto intensissimo tra vita e scrittura, tanto da [Continua »]

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Cristiano Maria Gaston - pubblicato il 10 maggio 2009
Dopo almeno due mesi di disservizi e di rimpalli con l’assistenza tecnica di Apple, finalmente il BombaPod è tornato online nell’iTunes Store.
Buon ascolto!

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