Viaggio attraverso l'Eneide IX

Inviata da Giunone, Iride appare a Turno,  lo informa dell’assenza di Enea e lo incita a rompere gli indugi e ad assalire il campo troiano. Riconosciuta la dea, l’eroe latino la saluta e si dichiara pronto al combattimento, dopo aver elevato preghiere agli dei. Guidato da Turno, l’esercito italico si fa avanti in armi; i Troiani, vedendolo avvicinarsi minaccioso, rientrano precipitosamente nelle mura e si dispongono a resistere. Mentre il grosso dell’esercito è ancora lontano, appare sotto le mura Turno con venti cavalieri scelti; dà il segno dell’attacco, ma invano cerca un varco per penetrare nel campo troiano. Allora conduce i suoi contro le navi troiane ancorate nel fiume e tenta di incendiarle. Ma un prodigioso intervento di Cibele salva le imbarcazioni dalla distruzione. Infatti, sotto la minaccia dell’incendio, le navi rompono gli ormeggi, [Continua »]

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America, la macchina del voto: a colloquio con Alberto Simoni

La campagna elettorale Usa è non solo l’evento politico per eccellenza, ma anche una gigantesca macchina comunicativa. Abbiamo chiesto ad Alberto Simoni, giornalista di Avvenire, autore di G.W. Bush e i falchi della democrazia (Falzea) e Cambio di rotta. La dottrina Bush e la crisi della supremazia americana (Lindau) e curatore del blog blogwolfie.com, da poco rientrato dal Sud Carolina, di aiutarci a capire come è cambiata e come funziona questa macchina.

Dibattiti elettorali su YouTube, candidati che fanno a gara per conquistare spazi su myspace, il 24% degli americani che dice di apprendere notizie sulla campagna elettorale da Internet (contro il 13% del 2004). L’ingresso di Internet nella campagna elettorale Usa è destinata a scompaginare il linguaggio politico americano?

Non credo che la Rete rivoluzionerà il linguaggio politico americano a breve termine. Ma sicuramente Internet sta rapidamente conquistando importanza nelle scelte strategiche e di comunicazione dei candidati. Un esempio su tutti: [Continua »]

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Terremoti di carta: nuove scosse di cultura

messina

100 anni dopo, un altro terremoto sconvolge Messina… [tp]

E’ stata registrata una nuova scossa questa sera ma niente paura. E’ tutto sotto controllo. I danni sono irreverersibili ma questo non sembra generare panico o dolore.

Questa sera, ad un anno di distanza dell’inizio della nostra meravigliosa avventura, ecco il sito di Terremoti di Carta! E’ tutto vostro! Potrete contribuire a renderlo vivace, lasciando i vostri racconti, le esperienze, le iniziative, le news che girano attorno alla vita dei nostri laboratori e ai percorsi del vostro narrare. [Continua »]

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La città e l’identità: “Napoli Ferrovia” di Ermanno Rea

  Cosa fa di una città una città? Quando la somma dei comportamenti individuali – casuali discordanti conflittuali – diventa città? E’ un gioco di tensioni, fratture, balzi in avanti, scollature a cucire addosso ad una città la sua identità? O qualcosa di più materico: l’intrico delle sue strade, la mappa dei suoi monumenti, il suo tessuto urbanistico, l’umidità delle sue mura, le offese del tempo? Oppure la sua voce, il suo dialetto, il respiro concitato delle parole? E ancora: cosa definisce la vocazione di una città, la sua storia o la sua classe dirigente? Una città può incarnarsi in un progetto e quanto la mancanza di progetto può inquinare una città? Quando le compromissioni, le storture, i vizi diventano abito, diventano “passività”, “recita”, “inganno”, fino a farsi sistema, pelle sulla pelle? E infine: cosa definisce l’identità di una città del sud? La sua distanza, il suo ritardo, la sua irriducibilità rispetto ad una del nord? Come tutti i grandi libri, “Napoli ferrovia” di Ermanno Rea semina domande. E inquietudini. L’io narrante – lo stesso Rea – e l’ex naziskin Caracas si muovono tra le pieghe della città: ansioso di mettere alla prova la sua “vocazione” alla fuga, di resistere alla seduzione del ritorno il primo, che ha abbandonato Napoli nel 1957. Di restituire all’interlocutore il proprio vissuto, di scorgere negli avvenimenti della sua vita una trama, il secondo. Avvolto nelle sue reticenze, lo scrittore. A caccia “di verità assolute“, l’ex naziskin.

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Cos’è l’amicizia se non una splendida avventura?

Su L’avventura dell’amicizia, Magnano, Edizioni Qiqajon, 2007

Sto andando a Roma, in treno, per lavoro. Domani sarà il decennale di Bombacarta e, se riuscirò, parteciperò all’Officina sull’acqua, ritagliandomi un mezzo sabato solo per me. Pur essendo in BombaCarta da pochissimo tempo, pur avendo visto poche volte le persone che fanno parte di questa “cosa meravigliosa” (ma è riduttivo), sento un irrefrenabile desiderio di “stare” con loro e condividere con semplicità quel poco che sono e che ho da offrire. Non ho fatto nulla affinchè succedesse tutto questo, ma sono stata accolta ugualmente in un modo che mi ha sorpreso e che è il modo con il quale io stessa ho sempre cercato di accogliere chiunque entrasse nella mia casa . Gli amici sono solo quelli di vecchia data? Quelli coetanei? Quelli dello stesso sesso? Dopo queste riflessioni finisco finalmente di leggere le poche pagine che mi rimangono di un libro che ha illuminato queste ultime settimane, un libro che ho gustato interiormente poco alla volta constatando con meraviglia che si può vivere realmente in maniera totale quella che gli autori definiscono un’avventura. Infatti cosa è l’amicizia se non una splendida avventura[Continua »]

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Julien Gracq

La recente scomparsa di Julien Gracq, scrittore francese che ha attraversato tutto il Novecento (essendo nato nel 1910) e che l’ha punteggiato con i suoi 19 libri, pubblicati senza grandi tirature per lettori colti, induce a riconsiderare l’opera di questo narratore, poeta, saggista e memorialista, discreto e riservato, ritiratosi da molti anni a vivere nel suo villaggio natale, estraneo per scelta al mondo letterario della capitale, anche se le sue opere compaiono nel catalogo di Gallimard. Tentato in gioventù dall’impegno politico in area comunista, passato poi attraverso il coinvolgimento della guerra e l’esperienza della prigionia, si è in seguito dedicato in maniera esclusiva (oltre al lavoro di insegnante in un liceo di Parigi) alla produzione letteraria, nella convinzione che il linguaggio è lo strumento che permette di comunicare con il mondo e di conoscerlo misticamente. [Continua »]

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La playlist del 2° Laboratorio di Bombamusica

Il 17 gennaio si è tenuto il 2° laboratorio di Bombamusica. E’ stato un bell’incontro, iniziato con patatine sancarlo e bibite, caratterizzato da commenti via via più approfonditi sull’aspetto prettamente musicale, e concluso con la voglia di rimanere insieme ad ascoltare altri brani. Eravamo in sei, tra i quali Dante Monda con la sua nuova chitarra che ha chiuso la serata con un bel pezzo dal vivo. Qui trovate la playlist del laboratorio.

Il prossimo incontro sarà giovedì 7 febbraio sempre nel complesso parrocchiale di San Saba (via di San Saba, 19) dalle 19.00 alle 20.30. Questa è la lista dei brani presentati: [Continua »]

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Gli eroi di "carta" di Alessandro di Nocera

Alessandro Di Nocera è autore di un bel libro (e originalissimo nella grafica) sul mondo del fumetto americano “Supereroi e superpoteri. Miti fantastici e immaginario americano dalla guerra fredda al nuovo disordine mondiale” (Castelvecchi). Alessandro ha risposto ad alcune domane sull’universo del fumetto Usa.

Supereroi e superpoteri sarebbero impensabili senza le metropoli, e l’universo industriale che le ha rese possibili. E’ per affrontare questo nuovo spazio collettivo che il corpo dell’eroe si attrezza di poteri “super”. Eppure i supereroi hanno in comune un codice zoomorfo: è l’animale che rivive grazie all’eroe. Basta pensare all’uomo ragno: il morso richiama riti antichissimi. Come si spiega questa duplicità?

Anche se il concetto di supereroe contemporaneo deriva da quello del superuomo ottocentesco – da quello letterario dumasiano fino all’ubermensch delle teorizzazioni filosofiche di Nietzsche -, le sue radici restano archetipe. L’idea di forza nell’immaginario dell’umanità è – fin dalla preistoria – connessa con i fenomeni naturali, col dinamismo quasi magico degli animali (basta pensare alla loro formidabile rappresentazione nelle pitture rupestri). La trasformazione/trasfigurazione [Continua »]

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I video di BombaCinema

road

Ebbene sì, dopo l’esperienza di BombaMusica abbiamo scoperto che le playlist ci piacciono! Per chi non può partecipare ai laboratori di BombaCinema ecco infatti la nuova playlist dove potete scoprire sequenze e trailer dei film visti durante il primo incontro del 2008, sul tema: La strada.

Prossimo appuntamento: giovedì 24 gennaio 2008, ore 19.00 a San Saba, in via di San Saba 19, Roma. Tema dell’incontro: L’acqua.

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Navigazione vs pellegrinaggio?

Lagerkvist contempla il «sacro mare» di SveziaEcco un testo che condensa l’ambivalenza insita nell’ambiente acquatico per eccellenza, il mare, considerato ora in opposizione alla stabilità/immobilità della terra, ora come elemento assoluto e infinito. Si tratta del romanzo Pellegrino sul mare dello svedese Pär Lagerkvist, Nobel per la Letteratura nel 1951. I due protagonisti di questo dialogo sono Giovanni, un pirata che si scoprirà essere ex-sacerdote, e Tobias, un ex-brigante partito in pellegrinaggio per la Terra Santa:

– Sei mai stato prima in mare?
– No, mai.
– Dunque non sai nulla, del mare?
– No.
– Allora hai molte cose da imparare, il mare insegna molto. [Continua »]

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De aqua

Rosa Elisa Giangoia vertit

Obscura in nocte eram et e velivoli fenestrella prospectans  nihil aliud quam nigrum colorem heri vesperi videbam. Atqui sciebam sub me non nihil esse: aqua, multa aqua erat. Mare Atlanticum erat. Eboraco Novo Romam volabam et tam velociter suspensus in aere memoriam cursus maritimi per fretum Siculum in navigio repetebam, quod iter facilius, si verum dicere volo, erat. Praeteritum vesperum respexi cum mare maximis fluctibus exasperatum erat et, quamvis haud procul abesse a utraque ora maritima scirem, mihi in alto et  maximis fluctibus exasperato mari esse videbatur.  Volatus turba et aeris vacuum interdum tolerabilia quam fluctus vehemens sunt. Aqua vehemens esse scit quod solida ut terra et fluida pervadensque ut aer esse scit. [Continua »]

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La dodicesima notte

Esce in Italia la prima traduzione mondiale delle poesie di Rowan Williams, primate anglicano. Parole ruvide ed essenziali
come le pietre della brughiera gallese

curatore: Antonio SPADARO S.I.

traduttori: Andrew RUTT ed Elena BUIA RUTT

editore: Ancora

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Intitolata La dodicesima notte, esce oggi, per la casa editrice Ancora, la prima traduzione mondiale della raccolta di poesie di Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate anglicano. La prefazione di Antonio Spadaro, critico letterario de “La Civiltà Cattolica”, è un saggio articolato e profondo che, fin dal titolo (Come leggere la poesia di Rowan Williams), intende guidare il lettore in quel percorso accidentato e imprevedibile che la fruizione di queste liriche comporta. “Chi si accosta a questi versi per la prima volta – scrive il gesuita – resta sconcertato e deve accettare un intenso e paziente lavoro di scavo per restare fedele alla pagina. Allora vedrà il testo cominciare a schiudersi o, meglio, a “fratturarsi”.

Inaspettato lo stile, spiazzante il contenuto: tradurre la poesia di Williams ha implicato ascolto e assenso profondi a una spiritualità di forti tensioni. Le parole del poeta, infatti, sono ruvide, essenziali, perentorie come le pietre della brughiera gallese, sua terra d’origine. Si tratta di una poesia visiva che accumula nel singolo verso numerosi verbi e aggettivi, per scolpire, intagliare, plasmare un paesaggio fisico, da cui, ad un primo accostamento, il divino sembra escluso. Il lettore si trova catapultato tra ruscelli selvaggi, piogge insistenti, pietre aride, periferie desolate, al cospetto di un’umanità indurita e logorata.

L’asprezza dei versi [Continua »]

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Viaggio attraverso l'Eneide VIII

Ercole e Caco di MichelangeloÈ Turno che, al principio del libro, sintetizza in sé l’esplodere del conflitto. Basta che egli porti l’insegna di guerra fuori dalla rocca di Laurento; tutto ciò che accade di seguito sembra scivolare, con naturalezza, da questo primo gesto: i cavalli vengono ferrati, le armi impugnate, tutto il Lazio stringe patti d’alleanza.
L’immagine di Messapo, Ufente e Mezenzio, impegnati a radunare truppe, evocano sulla pagina di Virgilio un’altra immagine, tristemente nota al poeta delle Bucoliche, quella dei campi devastati dai soldati, prima ancora che la guerra infuri.
Mentre affilano le armi contro di lui, Enea ci appare corroso dal dubbio. Ancora una volta Virgilio non ci mostra il suo eroe impavido e adiaforo, bensì perduto nei meandri della propria coscienza: egli è inflessibile nel condurre a compimento il suo destino, eppure, proprio perché avverte la profondità e l’importanza del ruolo che gli è dato vestire, non c’è momento del poema in cui Enea non viva con intensa problematicità la sua sorte. Il poeta afferma esplicitamente che Enea era “tristi turbatus pectora bello”, cioè turbato in cuore dall’amara guerra (v. 29). [Continua »]

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Torta dei 10 anni di BC

Ecco la torta (una delle torte, a dire il vero) del decennale di BC, 12 gennaio 2008

e questa invece era la tortina del primo compleanno di BC nel 1999…

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Le origini e la storia di BombaCarta

BombaCarta nasce da un cassetto o meglio da una poesia trovata per caso, incisa nel fondo del cassetto di una cattedra scolastica del liceo “Massimo” di Roma: avevo bisogno di una penna e trovai una poesia. Chi aveva scritto quei versi tanto ingenui quanto incisivi e penetranti nel fondo di quel cassetto? Chi lo saprà mai? Ma da quel momento [Continua »]

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