Garlini, Tondelli e gli anni Ottanta

Dopo aver raccontato la crisi degli anni Settanta nella figura di Pasolini, Alberto Garlini dedica il suo nuovo libro alla storia del nostro Paese durante il decennio successivo. Anche questa volta attraverso un personaggio-guida: il suo nome è Pier Vittorio Tondelli. Come in un dittico, Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori, 2007, pagg. 342, euro 17,50) comincia proprio là dove Fùtbol bailado si concludeva: con la morte-sacrificio di Pasolini. A guidarci lungo gli anni Ottanta sarà l’educazione sentimentale, tutt’altro che serena, di tre ragazzi di Parma – Riccardo, Roberto e Chiara – che finiranno casualmente per incrociare sulla loro strada un giovane scrittore di Correggio… [Continua »]

Cose autentiche

L’appello Cari scrittori d’oggi diteci cose autentiche di Marina Corradi, ripreso recentemente in questo blog, oltre che monito d’esortazione e d’invito, funziona molto bene anche come chiave di lettura, come orientamento tra tanti testi che incontriamo nelle librerie. Un romanzo che mi sembra rispondere a questa richiesta è Mentre la città bruciava (Giuntina, Firenze 2004) di Shulim Vogelmann, in quanto ci immette direttamente nel mezzo del conflitto tra arabi e israeliani, secondo il punto di vista di un giovane ebreo italiano cresciuto a Firenze, che, dopo la maturità, si trasferisce a Gerusalemme per prendere coscienza della realtà dello Stato ebraico e poi decide di frequentare lì l’Università ed infine fare l’aliyà, cioè l’immigrazione in Israele, diventandone cittadino a tutti gli effetti, con gli obblighi che ne derivano, in primo luogo quello di prestare, con rischio e fatica, il servizio militare. [Continua »]

Gas-o-line n° 68 - Maggio 2007

Gas-o-lineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 68 di Gas-o-line.

Lo trovate, come al solito insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: http://www.bombacarta.com/?page_id=16.

Un saluto a tutti e buona lettura!

Viaggio attraverso l’Eneide

eneaCome preannunziato da Rosa Elisa Giangoia sul primo numero di BombaMag vi proponiamo una lettura-passeggiata all’interno del testo di Virgilio, con l’intento “di allargarne le sfaccettature di lettura dall’ambito storico-mitologico a quello più profondamente umano”.

Speriamo che sia l’occasione per tanti per risfogliare o scoprire un’opera di straordinaria modernità, che ci racconta la storia di un uomo sostenuto dalla sua speranza e da una tenace forza di volontà, così ci è sembrato leggendolo e così ve lo proponiamo.

Arma virumque cano” inizia l’Eneide, cioè “canto le armi e l’uomo”. Fin dal principio è evidente che l’oggetto del poema non sarà semplicemente un eroe ma un’intera collettività, in relazione alla quale il singolo può anche distinguersi ma rimanendo ad essa legato. Ciò che conta - e che l’autore ricorda nel suo proemio - è il percorso compiuto dall’eroe. Un percorso che assume senso non in relazione al singolo ma alla collettività, al punto che Enea dà sì il titolo all’opera ma non vi è esplicitamente nominato prima del verso 92.

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Il suicidio non è trendy

Su Il Giornale dell’arte di maggio l’implacabile pungiglione di Achille Bonito Oliva si abbatte rovinoso sul politically correct. Provocazione estrema, d’accordo, ma chissà, magari fa riflettere anche su scrittori ed editoria…

«Perché gli artisti non si suicidano più? La storia è funestata da suicidi d’autore: Bronzino, Borromini, Van Gogh, Rothko, Lo Salvio, Tancredi, Palermo. Dopo gli anni Settanta più niente. Gli artisti tutti felici? [Continua »]

Mai placato tormento / di non sapere

elioLa nuova silloge poetica di Elio Andriuoli (Per più vedere, Genesi Editrice, Torino 2007), già dal titolo dantesco (Par. III, 66) ci fa entrare nel nòcciolo della problematica più importante per l’autore, cioè nell’ intimo desiderio che è non solo suo, ma dell’uomo, nella sua più alta consapevolezza, di vedere di più rispetto all’apparenza sensibile per poter intendere e saper interpretare quanto nell’ambito del sensibile, l’unico di dominio umano, avviene.

Sempre al di là va il cuore;
sempre si affisa
oltre le apparenze la mente
per più vedere.
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An ordinary miracle

Living in every city
among somebody else’s clothes

Are these the days of our lives?

An ordinary miracles is all we really need
an ordinary miracle you and me

Ma chi ti credi di essere? È quello che viene da chiedere quando un personaggio di “successo” non concede interviste né fotografie, non appare in pubblico e vive isolato chissà-dove. Sei una star, dovresti brillare, «bello mio, sei in tv!», [Continua »]

Through

Premio letterario “Chiara Mazzuccato”

Il Comitato Ulisse e il Comitato Palio Uboldo, con il patrocinio della fam. Mazzuccato presentano il Premio Letterario “Chiara Mazzuccato” III Edizione
Consegna elaborati: 2 Giugno 2007 - Concorso Letterario a tema: I colori della libertà[Continua »]

La selva oscura di Dante era verde?

verde in gabbia (c) by GrenarNel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
questa selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

La selva oscura di Dante era verde?
Penso proprio di sì. Quel verde oscuro e cupo che sembra oscurità viva.
Almeno un volta in vita, suppongo, sia capitato a tutti di perdersi e ritrovarsi in un intrico di alberi e di sottobosco, di rovi e di spini, che feriscono il corpo ma mettono in ebollizione lo spirito: riuscirò, fra muschi e licheni, fra alberi frondosi e cespugli rigogliosi a ritrovare il sentiero? Esiste davvero il sentiero?
Eppure, tutto è verde, tutto è speranza, tutto è vita. Nel buio cupo. Come nello Scharzwald, come nelle selve dei Carpazi. [Continua »]