In principio era il racconto

E’ appena iniziato a Reggio Calabria il quarto Convegno Nazionale sulla Letteratura organizzato dall’Associazione Pietre di Scarto e dalla Federazione BombaCarta. Il tema di quest’anno è “In principio era il racconto“.

pietrebomba Dopo l’interrogativo iniziale A che cosa serve la letteratura?, la ricerca sui rapporti tra Realtà e fantasia nella letteratura e l’attenzione al Mistero di scrivere, il quarto convegno affronta il tema del racconto che “comincia con la storia stessa dell’umanità”. Non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti, perché, come dice Karen Blixen, “essere una persona è avere una storia da raccontare” . Diamo di seguito il programma del Convegno: chi è interessato a seguirne i lavori può rivolgersi per informazioni alla segreteria del Convegno, ai numeri sotto indicati. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Filosofia africana

«L’Africa – Madre della Vita – sembra aver trovato dimora nel cimitero», scrive Filomeno Lopes, filosofo della Guinea Bissau, mettendo a fuoco le condizioni attuali del martoriato continente, nel suo Filosofia senza feticci, pubblicato dalle Edizioni Associate. I «dannati della terra», oltre a guerra, fame e malattia, devono oggi combattere con un’interpretazione insistita che vede nell’Africa Saccheggiata prima delle materie prime, ridotta in schiavitù, azzerata nel pensiero; bloccata poi in un’astrazione geografica e in categorie folkloristiche mummificate, l’Africa intende ora scrollarsi di dosso ogni retaggio dell’odiosa colonizzazione fisica e mentale di marca occidentale. Il mito, duro a morire, del buon [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

A space for literary intelligence

di Albert Tarimo Antipas

It was in the evening of 17th March 2007, when the climate was cool, I had a walk to our famous square Monteverde. I carried with me a book: “A che cosa serve la letteratura” by Antonio Spadaro, to which I intended to read a chapter on literary intelligence. Reaching to the square I looked for a suitable place free of noise, with sufficient light and comfortable bench, so as to explore my text. I was concentrated enough, with poses after every subtitle. Poses endowed me with moments to experience myself in relation to the literature I was reading and also to listen different voices from the square. There was a group of old pensioned people in another angle with different newspapers reading and exchanging views of what each was experiencing from the reading. Their [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Effervescence: un "inedito" di Flannery O'Connor

Flannery O’Connor dal 1942 fu collaboratrice del giornale The Corinthian. Nell’autunno del 1943 scrisse questo testo tra il poetico e il narrativo con tono leggero e ironico. Il testo non è stato più ripubblicato successivamente. Rinvio con questo link alla sua lettura completa nel sito della Georgia College & State University.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

La fabbrica di cioccolato

locandina film di tim burtonNella pellicola del 2005, il grandissimo Tim rinsalda la propria alleanza con gli amici che hanno accompagnato la sua carriera cinematografica: il dark, Roald Dahl, Johnny Depp e le musiche di Danny Elfman.

La sintesi di questi quattro pilastri sta tutta ne “La fabbrica di cioccolato”, ispirato al romanzo del Great Good Giant “Charlie e la fabbrica di cioccolato”.

Tim interpreta al meglio lo spirito macabro della favola di Dahl, alternando scene tetre nelle quali prevale il buio e il freddo, ad altre coloratissime che ben rappresentano il mondo dei dolciumi. Macchine enormi e fantasiose, guidate dai bizzarri Oompa Loompa, sono il cuore pulsante della fosca e solitaria fabbrica. Il pallore funereo di Willy Wonka (Johnny Depp), i suoi modi sbrigativi e affettati, sono accostati al rutilante arcobaleno di caramelle e zucchero.

In poco meno di due ore Burton ci narra la vicenda che trasformerà la vita di Willy Wonka e di Charlie Bucket. Il primo è l’eccentrico [Continua »]

1 Star (voti: 2)
Loading ... Loading ...

Vincenzo Consolo: le parole, il tono, la cadenza

Domenico Calcaterra ed il suo brillante esordio editoriale.
Vincenzo Consolo, un poeta prestato alla narrativa. Una delle voci più singolari, autentiche, indignate della letteratura italiana del secondo Novecento. Ultimo erede d’una grande tradizione d’intellettuali impegnati.
Verga, Gadda, Pasolini, Sciascia a far da maestri e da sfondo. 

E la Sicilia. Ancora una volta, torna ad ammaliarci con la sua storia letteraria. Storia di una terra traboccante di passione, quella per la vita ed il suo più intimo sentire, e di ciò che da sempre distingue ogni buon siciliano, ossia il coraggio e la dignità di saperne sempre affrontare ogni momento a testa alta. Si aggiunga a tutto questo il prestigio di una scrittura il cui più grande pregio è quello di non consentire ripensamenti, una scrittura che non considera la possibilità di un “volgersi indietro” ed è quella di Vincenzo Consolo con la sua nobile e solitaria [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Gas-O-Line n° 66 – Marzo 2007

Gas-o-lineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 66 di Gas-o-line.

Lo trovate, come al solito insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: http://www.bombacarta.com/?page_id=16.

Un saluto a tutti e buona lettura!

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Tom Waits: «…e l'alba esplose come una frustata»

«Incidere una canzone è come catturare un passero: devi farlo senza rischiare di ucciderlo. A volte per la fretta di trasferire una canzone su disco ti resta in mano un pugno di piume, e il passero, cioè la canzone, è volato via» (1). Così si esprimeva Tom Waits in un’intervista, concentrando in immagine l’esperienza artistica che vive dal 1973, data di incisione del suo primo disco, al quale sono seguiti, fino ad oggi, una trentina di album, se includiamo anche quelli antologici (2). Il musicista sembra voler dire che l’ispirazione ha le ali, e la composizione, se non è attenta, rischia di mortificarla, di ridurla a un pugno di piume.

L’ispirazione di Waits, artista a tutto campo, è strettamente legata ai protagonisti delle sue ballate: quel popolo delle badlands composto di perdenti e di gente che popola i bassifondi. Waits stesso ha dato un volto a questi personaggi, apparendo in ben 30 film, alcuni dei quali di successo, lavorando per vari registi (tra i quali Sylvester Stallone, Francis Ford Coppola e Robert Altman) e impegnandosi anche in due collaborazioni teatrali. È stato inoltre autore delle musiche originali di undici film. La sua ispirazione è dunque tutt’altro che volatile. Semmai è un cane randagio, difficile da imbrigliare.

tratto da © La Civiltà Cattolica 2007 I 551-564 (quaderno 3762)
[Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

La poesia ha tante voci

La poesia ha tante voci, è duttile, malleabile, accoglie e regala, viene da lontano e si apre con disponibilità alle voci del dire, secondo i desideri, gli orientamenti, le aspettative e le urgenze esistenziali dell’uomo nel tempo del suo vivere. Talvolta la poesia si è fatta voce dell’uomo che vuole parlare con la divinità, è stata sentita come forma speciale per dialogare con chi speriamo ci ascolti e ci risponda, al di là di ogni umana certezza. Per questo la poesia fin dai primordi [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Deliverance

Ho trovato su You Tube questa scena tratta dal film Deliverance (Un tranquillo weekend di paura): http://www.youtube.com/watch?v=esl2NNOtHQE Avevo solo 11 anni quando il film uscì e dovetti aspettare qualche anno per poterlo vedere, ma da allora questa scena non mi è più uscita di mente. Il duello di Banjo è un mito della mia gioventù. Questo film è pieno di aspetti misteriosi e terribili: la genialità della diversità, la brutale innocenza della natura. Calvino ha scritto ne “Le città invisibili”: “L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”. E in questa scena mi pare che ci stia tutta.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Il testamento di Beethoven

Beethoven scrisse il 6 ottobre 1802 un documento che custodì preziosamente, conosciuto con il nome di ” Testamento di Heiligenstadt “. Nello scritto Beethoven svela la sua sordità. Una seconda parte del testamento fu redatta alcuni giorni dopo, il 10 ottobre 1802.
O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me, non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un’apparenza, il mio cuore e la mia mente erano sin dall’infanzia inclini al tenero sentimento della benevolenza, e avrei anche sempre voluto compiere grandi azioni, ma pensate solo che da sei anni [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Una semplice questione di editing

Ecco la pagina del Diario del laboratorio di scrittura creativa di Bombacarta a Roma relativa all’incontro del 7 marzo 2007.

Le amiche (Klimt)ll laboratorio di scrittura è un luogo di ESPERIENZA (lettura e scrittura di testi), RIFLESSIONE (confronto e discussione con l’editor e gli altri lettori del laboratorio) e AZIONE (lettura, scrittura e riscrittura nella propria dimensione privata). Tre momenti fondamentali senza cui è impossibile sviluppare la propria capacità di visione e di scrittura. Nell’ultimo incontro abbiamo letto con attenzione la prima stesura di un nuovo racconto di Paola, la storia di due amiche che, pur in modo diverso, ricercano l’attenzione dello stesso uomo. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Millecinquecento. La lucida follia degli utopismi

«In principio era il Caos, e il Caos era presso Dio, e il Caos era Dio – la realtà»: comincia così Kristus, l’ultimo romanzo di Robert Schneider (Neri Pozza, 2006, pagg. 550). Anno 1500: la follia regna sull’Europa, sprofondata in una schizofrenia sociale tra l’ordine agognato e la tragicità del presente. L’ottimismo umanistico naufraga, come testimoniano Il vascello dei pazzi di Sebastian Brandt (1494) e l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam (1509), mentre torna alla ribalta il millenarismo. Nuovi spiritualisti recuperano il progetto della Città utopica. Alcuni la teorizzano, altri tentano di realizzarla. Ed ecco Utopia di More (1516), la Ginevra di Calvino (1541), La Città del Sole di Campanella (1603) e soprattutto Münster, roccaforte degli anabattisti (1534), proclamata nuova Sion, eppure così simile a una tela di Jeronimus Bosch. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Qualcosa è cambiato

Qualcosa è cambiato è un film che fa riflettere sulla qualità della vita sociale nel nostro tempo, mettendo in luce le manie, le paure, l’individualismo e la solitudine che tendono ad ingoiarci, sottolineando che l’inaridimento verso cui potremmo andare si può sfuggire solo amando per primi.

Questo dialogo alla fine del film mi piace molto perché è una dichiarazione d’amore fatta in un momento cruciale in cui lei sta pensando che la storia non funzionerà, ma lui, malato psichiatrico che per lei ce la sta mettendo tutta per vincere se stesso riesce [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Apre BombaTV

Apre oggi BombaTV, il laboratorio di produzione audiovisiva della Federazione BombaCarta che si aggiunge al BombaPod, il podcast aperto nel dicembre 2005.

BombaTV è il Laboratorio di produzione di audiovisivi della Federazione BombaCarta: interviste ad artisti, operatori culturali e altri testimoni privilegiati, ma anche documentari e spot su esperienze di rilevanza culturale e sociale.

BombaTV si ispira al Manifesto di impegno culturale e creativo di BombaCarta e, pertanto, non è un anonimo contenitore di filmati o un mero fatto tecnico di raccolta e montaggio del materiale. La produzione degli audiovisivi è innanzitutto un lavoro comune di studio, approfondimento e discussione dell’esperienza da descrivere e interpretare attraverso i filmati.

BombaTV è aperto a chiunque voglia coinvolgersi in uno spirito di servizio e amicizia.

La prima puntata propone un’intervista a Fabrizio Valletti S. J., fra i fondatori del Centro Hurtado di Scampia.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...