Il colore del paradiso

Il Paradiso, secondo un’immaginazione piuttosto comune, è dominato dal colore bianco. Ma c’è almeno un Paradiso che non è affatto bianco, o meglio in cui il bianco ha un ruolo importante, ma come risultato finale di un percorso in cui concorrono molti colori. E’ il Paradiso di Dante.
Nell’ascesa di Dante con Beatrice il Paradiso è formato da cieli che hanno ciascuno un proprio colore caratteristico: il cielo della Luna è bianco opalescente, il più opaco, o per meglio dire il meno luminoso di tutti. Il suo bianco è quello dell’aggettivo latino albus, quello delle perle (la sua luce diffusa è paragonata a «perla in bianca fronte», canto III, v. 14). Il cielo del Sole, il primo a essere pieno di spiriti decisamente splendenti al punto da essere [Continua »]

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Szymborska. Una pressante ingenuità

Abbiamo raggiunto Wisława Szymborska: resta ormai ben poco da tradurre in italiano. Certo, si tratta di un corpus poetico ristretto, undici esili sillogi in mezzo secolo, poco più di 300 composizioni, qualche raccolta di prose. E il Nobel ha dato certo man forte, ma neppure tanto, perché prima del 1996 era nota perfino in Italia, mentre altri scrittori meritevolmente insigniti dall’Accademia svedese sono ancora misconosciuti. Szymborska è amata dai lettori. In Polonia la sua ultima raccolta, uscita nel 2005, ha venduto oltre 40 mila copie. Cosa conquista, dunque, nei suoi versi? Luigi Marinelli ha acutamente notato, in un articolo scritto in morte di Miłosz, che per molti poeti polacchi del secondo Novecento scrivere ha significato [Continua »]

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Gas-o-line n° 65 – Febbraio 2007

Gas-o-lineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 65 di Febbraio di Gas-o-line.

Lo trovate, insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: http://www.bombacarta.com/?page_id=16.

Un saluto a tuti e buona lettura!

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Il rock e l'anima

(la Repubblica) ROMA – Bob Dylan, Bruce Springsteen, Lou Reed, Bob Geldof, Tom Waits… Come dire, solo alcune delle più grandi icone rock amate da generazioni di giovani e meno giovani. Ma, nomi che, a sorpresa, stanno per essere “benedetti” anche da una delle più antiche e austere congregazioni religiose, i gesuiti di Sant’Ignazio di Loyola. Per il rock, quasi un ritorno in Paradiso col placet ecclesiastico, dopo che per tanto tempo era stato bollato come musica diabolica, portatrice di messaggi satanici e subliminali, da evitare – quindi – nella maniera più assoluta. Acqua passata. Dagli inferi della critica ecclesiastica per il rock sta per scoccare l’ora delle redenzione.

Il “miracolo” avverrà SABATO prossimo, alle 18 nella redazione romana di “Civiltà Cattolica”, in via Porta Pinciana 1, la sede della storica rivista della Compagnia di Gesù, i cui testi sono sempre approvati prima dalla Curia vaticana. Nella sala convegni della redazione, davanti ad un pubblico composto da gesuiti, esponenti del comitato scientifico della rivista, sociologi e musicologi, si svolgerà un confronto-dibattito sul tema “La musica rock e i bisogni dell’anima”. Relatore principale, padre Antonio Spadaro, 40 anni, critico di letteratura contemporanea, ma anche attento osservatore delle mode giovanili, a partire dalla musica.

Continua a leggere nel sito de la Repubblica

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L'amore oggi: pensavo peggio!


In ascolto.
Lei – Ultimamente mi maltratti…
Lui – Non dire cazzate!

In genere i libri che portano la parola “amore” in copertina mi fanno venire la pellagra, per cui ho dovuto faticare triplo per aprire il libricino di Rossella Messina, Pensavopeggio l’amore oggi, secondo Lei, (Sironi, 2007), anche per via del cuore e della coppia di innamorati che campeggiano, disegnati, come il resto delle illustrazioni, da Elena De Angelis. Si sarà rincoglionito Giulio Mozzi, che segnalava l’uscita del tomino con una email collettiva, in violazione di tutte le norma a protezione della privacy? Se poi aggiungiamo l’agghiacciante coincidenza che il libro è arrivato il 14 febbraio, (cioccolatinonio, secondo il calendario dello stato imperialista delle multinazionali), il rischio del decollo e conseguente atterraggio verticale contro la parete di fronte è stato alto. [Continua »]

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La vita addosso – nove scrittori raccontano nove storie estreme

Fernandel ha da poco pubblicato l’antologia “La vita addosso”, nata da unper gentile concessione della Fernandel progetto del direttore del Ce.I.S. (Centro Italiano di Solidarietà) di Lucca, Leonardo Butelli.

Ogni scrittore ha trascorso un po’ di tempo con un ospite del centro e alla fine ne ha raccontato la storia. Il libro è arricchito da alcune illustrazioni di Danijel Zezelj.

I diritti degli autori saranno devoluti al Ce.I.S. per la gestione delle comunità non coperte da convenzioni pubbliche.
Tra gli scrittori che hanno aderito al progetto ci sono anche Emiliano Gucci (Sto da cani, Lain) e Gianluca Morozzi (Blackout, Guanda).

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Disseppellire Dio da pietra e sabbia

Undici quaderni dalla grafia minuta, veloce, quasi indecifrabile narrano la storia di una ragazza ebrea di Amsterdam nel 1941: la vita di ogni giorno, le letture, gli amori, la guerra. Ma le pagine del diario di Etty Hillesum sono molto di più: sono la testimonianza di una straordinaria ricerca spirituale, capace di elaborare una “sconcertante” risposta al male. Pagine mistiche, in uscita in questi giorni per Àncora, raccoglie testi inediti, tratti dai diari e dalle lettere di Etty Hillesum: testi in precedenza pubblicati, sempre parzialmente, dall’editore Adelphi. Curato da suor Cristiana Dobner, traduttrice e saggista, il volume restituisce un profilo nuovo e approfondito dell’intensa spiritualità della “ragazza che non riusciva a inginocchiarsi”.

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Sentirsi a casa

Tra poche settimane andrò a Reggio Calabria, l’ho detto a lavoro, mi hanno detto: «Fino a Reggio Calabria?» (come se avessi detto Città del Capo), «ma chi te lo fa fare?». Ricordo di aver pensato che a Reggio, nonostante la mancanza di parenti, case o consuetudini estive, io mi sento a casa. Perché? Che vuol dire “sentirsi a casa”? Perché è così rassicurante? Ed è solo “rassicurante”?

«Per quanto illusoria e addirittura, in molti casi, pericolosa, la sensazione di essere ritornati a casa produce infallibilmente una specie particolare e inconfondibile di benessere.» Scrive Emaunele Trevi nel suo bel libro, Un’estate a Roma.

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Pensare al bianco sui banchi di scuola

Cosa accadrebbe se il colore bianco sparisse dalla terra? Abbiamo provato a chiederlo ai ragazzi dell’istituto M. Massimo, che frequentano il laboratorio di lettura e scrittua Bomba Media.

Bianco, vattene! (Beatrice, III media B)

Vattene dal mondo
o bianco moribondo!
Sparisci per sempre
e non tornare più nella mia mente.

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Coma white


Il bianco assoluto, come suggestione di una morte chimica?

Un testo di Brian H. Warner.

Coma White (Mechanical Animals, 1998)
There’s something cold and blank behind her smile
She’s standing on an overpass
In her miracle mile

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Looking up to white

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La pagina bianca? Un muro portante.

Ecco la pagina del Diario del laboratorio di scrittura creativa di Bombacarta a Roma relativa all’incontro del 24 gennaio 2007. Ha collaborato alla stesura del testo Agata Fuso.

C’è un proverbio cinese che dice, più o meno, questo: “non ti disperare se incontri un muro che non riesci a superare; guardati intorno, raccogli i legnetti che trovi in terra e comincia a costruire su questo muro una capanna”. Il muro insormontabile, quasi disperante a volte, è la pagina bianca. I legnetti sono le nostre parole, quelle frasi smozzicate, buttate lì a occhi chiusi, da cui ogni racconto ha inizio se abbiamo l’umiltà di affrontare lo spaesamento della creazione di una storia con semplicità, affidandoci a ciò che abbiamo a disposizione, a quello che siamo. Basta pensare a Frodo, l’hobbit de “Il Signore degli anelli” che, per salvare la Terra di mezzo, decide di farsi guidare alla meta proprio da colui che vuole ucciderlo e sottrargli l’anello. A volte, proprio come Frodo, non abbiamo alternative, dobbiamo metterci in gioco nella scrittura e affrontare la pagina bianca con quel poco che siamo e che abbiamo. Ma i risultati, perseverando, possono essere entusiasmanti.

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Trilogia del bianco. Poesie di Mary Oliver

(traduzioni di Antonio Spadaro)

Fiori bianchi

La scorsa notte
nei campi
mi sono distesa nell’oscurità
per pensare alla morte,
mi sono invece addormentata,
come se fossi [Continua »]

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Looking into white

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EDITORIALE in LATINO

ALBUM
traduzione
in latino di Rosa Elisa Giangoia
Computatrum meum specto. Minime vero monitorium, sed capsulam. Pulcherrima est. Tota alba est. Computatrum meum systemate interno quod Mac dicitur utitur. Mecum quaero cur mihi tam pulchrum sit. Postea meam parvam cathedram specto: alba quoque est. Meam lucernam: alba quoque ipsa est. Quoque rem meam novissimam cui nomen est iPod: alba est. Meum parvum ursae catulum textilem: albus quoque is est. Ab albo colore circumdor. [Continua »]

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