Philippe Jaccottet. Fiori, colori.

Quando si parla di colori si finisce per trattare, prima o poi, anche dei fiori: tema capitale della poesia che però riesce difficilmente a interessare ancora il lettore contemporaneo. Per uno sguardo conquistato, suo malgrado, dall’invasità del male, la bellezza di una corolla, così inutile e indifesa, passa in second’ordine. In Tempi brutti per la poesia Brecht proclama il suo entusiasmo per il melo in fiore, ma solo i proclami di Hitler lo spingono a impugnare la penna; avrebbe voluto scrivere di quel bianco vivo e supremo ma trovava quasi offensivo dedicarvi attenzione mentre l’Imbianchino – come soprannominava il dittatore – annullava tutte le opinioni attraverso metodiche, inarrestabili pennellate di retorica. I colori scomparivano dal suo mondo, annullati dall’uniformità dell’ideologia.

Questa primavera mi sono imbattuto in una raccolta di poesie sui fiori davvero convincenti: si tratta di E, tuttavia, dello svizzero Philippe Jaccottet (traduzione di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 2006, pagg. 209, euro 15,00). Una lettura che, incredibilmente, mi ha imposto i luoghi in cui leggerla; perché la grande poesia non si può leggere ovunque, né a qualsiasi ora, almeno per chi legge con il corpo oltre che con le meningi. Questo volume va assaporato all’aria aperta, in silenzio, immersi nel verde e nel sole. Sa di felicità conquistata [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

"La stanza del figlio" e la logica del dono

LA STANZA DEL FIGLIO
Regia: Nanni Moretti
Con: Nanni Moretti (Giovanni), Laura Morante (Paola), Giuseppe Sanfelice (Andrea), Jasmine Trinca (Irene), Sofia Vigliar (Arianna)
Anno: 2001; vincitore in quell’anno della Palma d’Oro al festival di Cannes, del Nastro d’Argento e di tre David di Donatello (miglior film, miglior attrice protaonista, miglior musicista).

Qualche sera fa mi è successa una cosa molto strana. Ho passato quasi un’ora al telefono con un amico che ha rischiato di perdere la propria bimba di venti mesi. Poi mi sono messo a rivedere questo film, che voglio inserire in un piccolo ciclo di cineforum dedicato a un gruppo famiglie del bergamasco.
Forse ancora “scottato” dal lungo colloquio, “La stanza del figlio” mi ha scosso violentemente, ancor più della prima volta in cui lo vidi, nel 2001, appena uscito nelle sale cinematografiche.
[Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Il rosso di Emily Dickinson: frattura e riconoscimento

Note dell’intervento in Officina BombaCarta 25/11/2006

Il colore per eccellenza è quello che si distingue, che segna una discontinuità, una frattura.

Sleep is supposed to be
By souls of sanity -
The shutting of the eye.

Sleep is the station grand
Down wh’ on either hand -
The Hosts of Witness stand! [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Riletture

Il tema del rapporto tra l’autore e il lettore è interpretato in modo originale nella poesia di Margherita Guidacci, All’ipotetico lettore, tratta dalla raccolta Anelli del tempo: colui che scrive mette con fiducia la sua anima tra le mani del lettore e chiede a lui di diventare il nido in cui possa riposare serena.

Questo rapporto, però, sottolinea la poetessa, non è un possesso geloso ed esclusivo: le vie che un giorno si sono incontrate possono dividersi. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Colori come desideri

Provo a riflettere sulla “realtà” non come essa mi appare e la percepisco, ma come la descrive quel ramo della fisica che studia i fenomeni luminosi, l’ottica. Quest’ultima definisce un determinato colore come un’onda radio-magnetica che possiede una determinata frequenza e lunghezza d’onda (parole di un mio collega di scienze). Ora, sappiamo che quando la luce investe un oggetto, se questo ci appare bianco, significa che riflette tutte le onde luminose il cui fascio costituisce la luce, se risulta nero significa che le assorbe tutte (come fosse in una stanza buia), se ci sembra, ad esempio rosso, significa che il rosso è proprio l’onda riflessa: Cioè, dico io, il colore che noi vediamo è proprio ciò che non appartiene alla cosa. IL COLORE ESPRIME UN TIPO DI MANCANZA DELLA COSA. Ontologicamnte esprime una precisa mancanza.

Passo ora a considerare le forme degli oggetti. Le cose e noi stessi abbiamo dei contorni, dei confini spaziali che sono anche dei limiti. Grazie ad essi noi entriamo in relazione con la realtà circostante e con gli altri; senza limiti saremmo tutti una gelatina indistinta. È il limite, dunque, che concorre a definire la nostra identità. Se dai contorni passiamo ai colori, si può forse dire che il colore è anch’esso il loro confine, il loro limite cromatico. Mi piace pensare che le creature invochino una relazione proprio attraverso i loro limiti e le loro mancanze. I COLORI COME DESIDERI…

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Il Re Leone, ovvero diventare ciò che si è

Il Re Leone

IL RE LEONE

di Roger Allers e Rob Minkoff, USA 1994, prod.Walt Disney, 88 minuti, animazione

Il famoso e fortunato 32^ lungometraggio della Walt Disney è un altro film che si presta in modo efficace per l’insegnamento di alcuni argomenti all’interno di un corso di religione cattolica per le scuole superiori. In particolare, il nucleo tematico che qui intendo evidenziare è quello della crisi di identità e dell’amore inteso come relazione che permette e garantisce la fedeltà a se stessi.

Il primo aspetto, la crisi d’identità del protagonista, è un tema che riguarda da vicino gli adolescenti, i ragazzi studenti delle classi superiori i quali, quando comincio a parlare del Re leone, fanno subito cenno di averlo visto e rivisto (soprattutto quando erano un po’ più giovani d’età) e di conoscerlo bene, anche grazie all’accattivante colonna sonora. E’ un particolare, questo della conoscenza del film da parte dei ragazzi, molto utile ai fini didattici: si può discutere di questo film anche senza mostrarlo, totalmente o parzialmente, proprio perché si parla di qualcosa che i ragazzi “posseggono” e all’interno del quale si muovono tranquillamente, a proprio agio. Raccontiamone quindi, in modo sintetico, la trama e, nello stesso tempo, vediamone gli aspetti più interessanti. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Voglio un Paradiso a colori

Sarà perché stiamo pensando tanto ai colori.
Sarà perché sul balcone della camera da pranzo, dove ho l’unico angolo quasi totalmente mio col computer e libri disordinatamente accatastati, sono fioriti bellissimi gerani di varie tonalità di rosso che risaltano tra il verde intenso e qualche spruzzatina di giallo delle foglie, e l’ocra caldo dei vasi.
Sarà il verde tenero e lucido di una piccola pianta di peperoncini che, nata spontaneamente, è fiorita in breve tempo ed ha prodotto un unico piccolo peperoncino: lo controllo di tanto in tanto, come il piccolo principe la sua rosa, per vedere che gli sbalzi di temperatura non lo facciano appassire.
Sarà per questo, mi sono detta, che nel primo incontro di Officina sui colori, quando si è parlato dei colori della Divina Commedia, ho avuto una strana sensazione: un’attrazione istintiva per il purgatorio che si apre con il per dispiegarsi in tutta una varietà di colori e di toni, quasi mai violenti, direi mantenuti dentro le tinte pastello, un forte interesse per il realismo dell’inferno, che, pur giocato tutto sull’oscurità, suggerisce varie tinte negli aggettivi che riguardano altri campi sensoriali, ed uno scarso interesse per la luce assoluta del paradiso. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Roberto Benigni e "Tutto Dante"

Prima le risate e poi Dante

Venerdì sera, 24 Novembre, il PalaCalafiore di Reggio Calabria ha ospitato il tanto atteso Benigni-show, lo spettacolo dal titolo “Tutto Dante” dell’illustre comico fiorentino, che ha letteralmente stregato il pubblico di Reggio Calabria.

Inizia così l’articolo apparso ieri sulla Cronaca di Reggio del quotidiano Gazzetta del Sud: “A tratti, quando Roberto Benigni recita i versi di Dante, il PalaCalafiore somiglia ad una cattedrale. Il pubblico ascolta e si lascia coinvolgere, ma resta in religioso silenzio. Ma Benigni diverte tanto nella prima parte dello spettacolo quando prepara la sua singolare recita della Divina Commedia. Manda simpaticamente il giovanissimo sindaco Giuseppe Scopelliti nel girone dei lussuriosi, ironizza sul governatore regionale Agazio Loiero, che definisce Arnold Schwarzenegger (“non è forse la Calabria la California d’Italia?”), tira in ballo Silvio Berlusconi a proposito del ponte sullo Stretto, esalta i ragazzi di Locri. Insomma un vero tornado di classe e simpatia. Parla molto della Calabria e dei Calabresi, dice di voler bene all’una e agli altri. “La Calabria è una terra erotica” afferma. Benigni, insomma, coinvolge un pubblico pronto ad applaudirlo lungo il percorso delle sue continue felici battute e ad ascoltarlo attentamente mentre recita Dante [….]”.

Pochissimi minuti [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

I choose red

I choose red when I buy kitchen tools or a diary so I can find it easily. I see red sometimes when I close my eyes before sleeping and concentrate on the colours behind my eyes. I like red. As you say it has to be DEALT with and does not lie sleeping, waiting to be ignored.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Traiettorie

Il rosso per la sua intensità cromatica si impone all’occhio, stabilisce prepotentemente un contatto, satura l’aria con la sua presenza ribollente. Nella foto Traiettorie di Antonio Spadaro le antenne rimbalzano l’energia vitale di un cielo che non si rassegna al buio della notte. La cupola di San Pietro e’il centro propulsore di traiettorie invisibili e potenti.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Sensation

Anche in Sensation di Andrew Rutt il rosso si autocomunica: il potere di Giulio II, l’adorazione di Maria, l’interno della National Gallery – dove il colore si fa simbolo di rappresentanza e autorevolezza – sono presenze tangibili e avvolgenti. L’onda vitale del rosso investe lo spettatore a tal punto da portarlo a riconoscere il limite, il vulnus, la propria incompiutezza. Il rosso, per la sua caratteristica intrinseca di dare forma all’eccesso, spinge paradossalmente fino alla soglia, accompagna alla frontiera.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Teatro delle orge e dei misteri

Chi questa soglia non vuole accettarla è l’artista viennese Hermann Nitsch. Le Azioni del suo Teatro delle orge e dei misteri vogliono farsi artefici di rigenerazioni e catarsi, rappresentando il sacrificio inteso come dionisiaco annullamento di sè. Il rosso in questo caso è il colore del sangue e delle interiora di animali squartati.
Il sangue si fa vita che esce dalla pelle: vita che non muore e si ricompone in una personalità rinnovata attraverso un processo orgiastico di liberazione.
Ma se l’estremo dono di sè non nasce dall’amore e non è sacrificio PER un altro, smorza le sue potenzialità dirompenti e si fa mera metamorfosi: alla fine, cioè, ritorno dell’identico.

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Scendendo il fiume

A mezzogiorno piove e così la neve si scioglie,
invece al tramonto, mentre me ne sto sulla riva a osservare
la barca che si avvicina lontano con la corrente,
viene giù pioggia mista a neve….Scendiamo il fiume,
tenendoci vicino a una macchia di salici violetti. I vogatori
ci dicono che neanche dieci minuti fa un ragazzo su un carro
si è salvato da un sicuro annegamento aggrappandosia un salice; la sua pariglia invece è affondata…
I rami spogli dei salici si protendono sull’acqua
con un fruscio, il fiume di colpo si fa scuro… Se
scoppia un temporale dovremo passare la notte tra
i salici e alla fine annegare, e allora perché non proseguire?
Mettiamo la questione ai voti e decidiamo di andare avanti.

Anton Cechov, “Attraversando la Siberia

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Gas-o-line n° 62 – Novembre 2006

Gas-o-lineCari Bombers,
è finalmente disponibile sul sito l’ultimo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 62 di Gas-o-line.
Lo trovate, insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: http://www.bombacarta.com/?page_id=16.

Auguriamo a tutti una buona lettura.

La Redazione

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...

Con i buoni sentimenti non si fa buona letteratura?

di Agata
Grazie alla frequentazione del Laboratorio, ho avuto occasione di lanciare una piccola provocazione, chiedendo se effettivamente “Con i buoni sentimenti si fa sempre della cattiva letteratura”.
In realtà l’affermazione, da me edulcorata sottoforma di domanda (“Stas secondo te con i buoni sentimenti non si fa buona letteratura?”) non è mia, magari ne fossi all’altezza! E’ di Andrè Gide e credo sia oggi molto attuale. [Continua »]

1 Star (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...