di Andrea Monda - 31 Ottobre 2006
Il formidabile protagonista del nuovo romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt, fortunato autore del recente Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, è Oscar un bambino di dieci anni, malato terminale di leucemia. Che morirà presto nessuno glielo dice ma proprio questo glielo fa capire. Tutti mentono e non dicono le cose come stanno, perché “..se dici “morire” in un ospedale, nessuno sente. Puoi star sicuro che ci sarà un vuoto d’aria e che si parlerà d’altro”. Tutti mentono, soprattutto gli adulti e, in primis, quei “vigliacchi” dei suoi genitori. Per fortuna c’è Nonna Rosa.
Così Oscar chiama, a causa dell’età avanzata, la dama di carità che come molte sue colleghe francesi, col tipico camice rosa, assiste volontariamente i malati terminali. Nonna Rosa è per Oscar la Verità. [Continua »]
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di Andrea Monda - 31 Ottobre 2006
Il potere e la gloria, scritto dal cattolico inglese Graham Greene nel 1940, a seguito del suo viaggio in Messico, è un libro “sanamente” scandaloso (non a caso all’epoca fu messo all’indice dal Sant’Uffizio): le peripezie di questo prete, di cui l’autore non indica nemmeno il nome, vigliacco e peccatore, possono tranquillamente turbare la coscienza dei cattolici più chiusi e rigidi. Eppure ci troviamo di fronte ad uno dei grandi romanzi cattolici del ‘900.
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di Andrea Monda - 31 Ottobre 2006
“Quando Chesterton scrive un racconto poliziesco scrive qualcosa che va al di là di quel genere, che non ha d’altra parte niente di disonorevole, visto che fu inventato da Poe e coltivato da Dickens. Ma i racconti di Chesterton sono anche altro: intanto qualcosa come un quadro, poi come un dramma, infine come una parabola. E i suoi paesaggi, e i suoi personaggi che appaiono come attori al momento di entrare in scena, sempre così vivi, evidenti”.
La riflessione è forse del più grande estimatore dello scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton e dei suoi racconti polizieschi, il poeta argentino Borges …
il poeta argentino Borges che di quei racconti profetizzò anche l’immortalità: “nei suoi racconti è sempre suggerita una spiegazione magica, grazie alla quale se il genere poliziesco morrà - cosa non impossibile, dato che il destino dei generi letterari sembra sia quello di sparire – i racconti di Chesterton saranno ancora letti in virtù della poesia che racchiudono e di quella magia”. [Continua »]
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di Redazione - 30 Ottobre 2006

Dal 27 sera al 29 ottobre si è svolto a Roma l’incontro annuale della Federazione BombaCarta. Grande la ricchezza dell’esperienza vissuta. Sono stati splendidi giorni nei quali abbiamo condiviso storie e passioni (che insieme fanno l’esperienza).
Riportiamo un articolo tratto da Romasette che ha anticipato l’incontro.
Colori. Quello che forse più ci colpisce del visibile, i raggi solari che diventano oggetti, luce, movimento. È questo il tema che accompagnerà, per il 2006-2007, gli amici di BombaCarta, associazione per «l’esercizio e la riflessione sull’espressione creativa», come recita il sottotitolo nella home page del sito internet, fondata dal gesuita padre Antonio Spadaro. «È un “tema generatore” – dice a proposito dell’argomento scelto per il nuovo anno –. Non è un rigido binario lungo cui portare avanti le discussioni, ma serve a ispirare il lavoro futuro». Secondo padre Spadaro, si tratta di «un ponte interessante per comprendere la realtà: essa ci si manifesta attraverso il colore, che invece spesso è visto come qualcosa di accessorio, come un belletto». [Continua »]
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di Antonio Spadaro - 27 Ottobre 2006
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di Rosa Elisa Giangoia - 24 Ottobre 2006
Bruno ROMBI, La piramide arcuata, Liberodiscrivere, Genova 2006, pp. 94, € 13,00
Il recente romanzo di Bruno Rombi, La piramide arcuata, è un testo ardito e impegnativo, innovativo nel modo stesso di concepire e organizzare il romanzo di cui assottiglia la componente dell’intreccio a tutto vantaggio di un complesso approfondimento della riflessione esistenziale. La trama diventa quindi un pretesto, o meglio una struttura esile che fornisce spunti ed occasioni di meditazione, nonché situazioni di forte valenza simbolica in un intreccio tra realtà e sconfinamento nell’immaginario. Il protagonista è un uomo di nome Eros, nomen omen come si comprenderà pienamente alla conclusione della vicenda, che compie un viaggio, secondo la più antica, tradizionale e consolidata, ma sempre aperta a valenze plurime, tipologia del testo narrante, sia in poesia che in prosa. Eros, individuo, ma anche dantescamente espressione dell’umanità tutta, visita l’Egitto, attraversa l’Africa, solca anche il Mar Rosso giungendo fino al Sinai e alle terre teatro di scontro oggi tra Ebrei e Palestinesi, ma non è un turista in cerca di souvenir o di emozioni superficiali, bensì un uomo che ha sofferto l’esistenza e che spende, nella ricerca della verità, quanto gli rimane d’essa (p. 12). [Continua »]
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di Redazione - 23 Ottobre 2006
Cari Bombers,
in una veste grafica tutta nuova, più leggera e compatta,, ecco che arriva il numero di Ottobre di Gas-o-line.
E per la quinta volta quest’anno viene allegata una nuova uscita del Giornalino di BombaBimbo.
Li trovate entrambi, insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: http://www.bombacarta.com/?page_id=16.
Auguriamo a tutti una buona lettura.
La Redazione
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di Erminia Daeder - 18 Ottobre 2006
Bux, il protagonista di Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati (Mondadori), cammina sulle onde.
Sono i rumori assordanti che spezzano i cieli siciliani, rombi di aerei militari in transito sulla grande base NATO aeronavale nel Mediterraneo, quella di Sigonella negli anni Ottanta, quelli del riarmo nucleare, degli euromissili Cruise destinati a Comiso e arrivati a Sigonella, utilizzata anche come scalo tecnico delle forze aeree americane dirette nel golfo Persico per la guerra in Iraq.
I missili Cruise a Sigonella sono nell’83, nell’85 ci saranno il sequestro dell’Achille Lauro, Abu Abbas in aereo egiziano e Craxi difensore della integrità del territorio italiano, nell’82 a Palermo c’era stato l’omicidio Pio La Torre. [Continua »]
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di Michela Carpi - 16 Ottobre 2006
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di Elena Buia - 9 Ottobre 2006
Andrew Rutt, Everything That Rises Must Converge (hand woven wool carpet, 133 x 107.5, 2005)
Il colore non è la patina esteriore delle cose, non ne è il rivestimento spalmato in superficie. Il colore è inerente alle cose e di queste è proprietà essenziale. L’infinita molteplicità dei colori insieme con la percezione soggettiva di questi può facilmente far cadere in errore, portando a considerare il colore come attributo illusorio e passeggero della cosa.
Mentre infatti percepisco questo rosso, questa mela ad esempio, proprio ora, proprio qui, al tempo stesso intuisco il rosso, la forma, l’universale. Le essenze sono nelle cose e attraverso le cose le conosciamo.
Se entriamo in una stanza al buio, la nostra vista è oscurata, mentre il chiarore riflesso da una superficie illuminata abbaglia il nostro sguardo. È impossibile guardare in faccia l’assoluto: l’assoluto sfugge, non si mostra, si rarefà. Il colore è uno dei pochi elementi sensibili rispetto a cui l’altisonanza del concetto si piega spontaneamente all’umiltà della cosa: i nostri pensieri sono neri, vediamo rosso, and sometimes we feel blue. Tra gli estremi del bianco e del nero, i colori, con la loro specificità, dettaglio, varietà, individuazione. Colori separati, ma in relazione tra di loro e compresi tra due estremi.
Così siamo noi, le cose, il mondo: colorati, individuati, unici. E presenti a una domanda di assoluto.
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